Fleetwood 19 Luglio 2014Il pugilato professionistico in Italia, oggi non ha grande fortuna, il professionista come dice il vocabolario della lingua Italiana é colui che vive della propria professione; quanti pugili che vivono di questa professione conoscete??? Pochi, forse nessuno, così come sono poche le società che possono aiutare gli atleti ad imparare questo mestiere, troppo spesso sento di pugili dilettanti che hanno speso denaro per passare a professionista e combattere da "materasso", troppi improvvisati si inventano campioni di questo sport solo per apparire esperti tecnici ed adescare la buona fede del pugile dilettante o amatore che non ha ancora chiarezza in materia.
Generalmente questi "cialtroni" non hanno mai costruito un atleta dalla basi, ma vivono di furti fatti nei vivai delle società. Siamo in Italia, un paese un pó sgangherato dove la boxe non é proprio da "nobili" o "colletti bianchi" (White Collar come in UK dinstinguono la classe sociale).......
E' da quando ci siamo spostati in via Chiesa della Salute che ho deciso di capire come funzionava questo sport ad alti livelli professionistici, ricordo ancora quando fui invitato ad una riunione per decidere su un possibile sviluppo della delegazione italiana della EBF (una delle poche organizzazioni europee che rilascia licenze per combattere come white-collar e semi-pro in grado di convocare, le leggende Mike Tyson, Evander Holyfield, Frank Bruno, etc.): nella mail il segretario generale diceva "vorremmo avere il piacere di conoscerti in un meeting dove sarà anche presente Evander "Real Deal" Holyfield...".
Ad oggi mi rendo conto che stó diventato un tecnico/manager pendolare; solo il mese scorso in UK c'é stato un evento da 70000 spettatori, poco dopo ho partecipato "ring-side" ad un'altra "piccola" manifestazione che neppure al mondiale di Milano 2009 si sono sognati, neppure Milano Thunder e Dolce Gabbana con le WSB (un'altra sigla semi-pro) possono sognarsele, ma neppure i discotecari con i loro più bravi PR qui non riescono a coinvolgere le persone che attira un evento di boxe in UK. La realtá e che qui, solo il calcio la fa da padrone, con il suo professionismo venduto in TV come un videogioco costruito a doc per un popolo che deve rimanere con un carattere "dolce". il fallimento dell'Italia al mondiale ne é prova.
Allora amici, chiedo, a chi mi conosce, di ripartire dal piccolo dalle palestre, da dove nascono i ns ragazzi, di ripartire dalla SPORTFORMA, qui ci sono molti ragazzi che sognano, questa associazione nacque nel '95 in corso Principe Oddone, la sua storia contro lo status-quo é "cosa nota", oggi in via Chiesa della Salute, 97B, dopo soli 2anni ha un solido vivaio di atleti "emergenti" . Il 19 luglio rappresenteremo l'Italia in uno "stadio" davanti a centinaia di spettatori, Felice Cancellara sará il primo semi-pro Italiano che porteró, non sappiamo come andrà, sarà dura, ma comunque vada apriremo un ponte con un passaggio ancora chiuso: Esordirà come Semi-Pro, (vuol dire che il pugile stá cercando di acquisire popolarità ed imparare il mestiere) sogna di conquistare l'amore del mondo, pochi ne parlano, ma molti passeranno al ns seguito, come spesso, dietro ad una porta che come un'ariete avremo già sfondato noi.
Il pugilato é uno sport speciale, uno sport nobile, alla SPORTFORMA abbiamo regalato per anni valori che pochi altri tramandano, con la preghiera che possiate parlare di noi e sostenerci con chiarezza ed onestà.
Grazie, Guido Carli.
Nota scritta su Facebook il 03/07/2014. Testo originale, senza modifiche.
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