Stamattina gli ho misurato la pressione, era bassa. Gli ho detto: 'Andiamo…'. Mi ha guardato sbalordito, e io ho osato facendo capire che dopo nove mesi di allenamenti ai limiti della performance umana era ora di mettere in pratica il fatto di non sprecare tempo in schemi e convenzioni inutili. Perché lui ha troppo coraggio perché resiste e continua a lottare ogni giorno senza palliativi o droghe con grande dignità, ricordandomi costantemente il vero significato dell'umanità e della cura.
Chi mi conosce sa bene che non mi interessa molto il consenso o l'opinione degli altri, ma questo strumento social serve soprattutto per aggiornare parenti e amici sulle condizioni di mio padre, rompendo ogni incredulità.
A proposito, c'era un sacco di gente al mercato e sentivo le voci: "Ma è lui?" - "Ma noooo" - "Si, si si è lui, è l sig. Carli in persona". "Ma no, nonna, non scherzare". "Si, si è proprio lui..." - "Ma hai visto?" - Alla bancarella dei salumi, che si era affollata con l'arrivo della scorta, la Carli's Family al completo, ho confermato alla mia coetanea che la presidiava, cresciuta anche lei vicino al mercato di Borgo Vittoria con una battuta: "Papà ti ricordi di lei?" - "lei ha replicato, Buongiorno signor Carli, non ero io che rompevo i vetri erano i maschi... Peccato che oggi non giochino più a pallone nei cortili."

Scritto su Facebook il 23/08/2024. Testo originale, senza modifiche.
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